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Altre cause di alopecia

Alopecia areata

Alopecia areata

L’alopecia areata costituisce una delle forme più comuni di alopecia non cicatriziale. Si calcola che nella sue forme più gravi colpisca l’1% della popolazione fino a 2-8% nelle sue forme più lievi. Di solito esordisce con la comparsa di una chiazza singola o chiazze multiple prive di peli, di forma circolare od ovale, di dimensioni variabili, a margini definiti. Nonostante la perdita di capelli sia nella maggior parte dei casi asintomatica, alcuni pazienti riferiscono bruciore, prurito e parestesie prima della comparsa della chiazza. A volte la cute si presenta eritematosa ed edematosa.

Ai margini della chiazze glabre è caratteristica la presenza di:

  • capelli a punto esclamativo
  • peli cadaverizzati

E’ una patologia caratterizzata da fasi di remissione e fasi di riacutizzazione e si stima che il 10-30% dei pazienti evolvono nelle forme più estese. Può colpire in qualsiasi età ma i due principali picchi si hanno prima della pubertà e tra i 20-40 anni.

Cause

L’alopecia areata è una vera e propria alopecia di tipo autoimmune. Un ruolo fondamentale nella formazione della patologia è dato dai linfociti di tipo CD8 attivati, con azione citotossica nei confronti del follicolo pilifero.

Il tasso di recidive è del 50% a 5 anni, dell’80% a 10 anni e del 100% a 20 anni. Spesso le recidive sono più gravi dell’episodio iniziale.

Cura alopecia areata

L’alopecia areata è una malattia caratterizzata da fasi di riattivazione e remissione spontanea del tutto poco prevedibili. E’ un tipo di alopecia con un impatto psicologico importante in cui il soggetto vive nell’insicurezza e disagio. Le donne perdono la loro femminilità ed identità.
Ad oggi non esiste un protocollo terapeutico tale da curare una volta per tutte questa patologia di carattere autoimmune. Le terapie vanno dai corticosteoridi locali alle terapie sensibilizzanti ed immunostimolanti.
Recenti pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato una buona risposta alle terapie rigenerative, quali PRP e Cellule Staminali.

ALOPECIA da stress

Il telogen effluvium (o alopecia da stress) è una condizione molto comune di caduta di capelli. La sua caratteristica clinica è un importante aumento della perdita di peli in fase telogen del ciclo pilifero. Le cause scatenanti possono essere varie e generalmente sono di tipo psichico o fisico.
La caduta è diffusa e interessa tutto il cuoio capelluto, anche nella zona posteriore. A dispetto della manifestazione eclatante, la caratteristica più rassicurante per il paziente è la reversibilità del problema.

Si distinguono due entità:

  • TELOGEN EFFLUVIUM ACUTO
    Le cause scatenanti sono da ricercare 2-4 mesi prima della manifestazione dell’effluvium. Ha una durata di pochi mesi. La caduta è abbondante e diffusa. Sono caratteristici capelli corti in ricrescita e più assottigliati rispetto ai capelli circostanti.
  • TELOGEN AFFLUVIUM CRONICO
    Così chiamato per la maggiore durata della caduta, di mesi o addirittura anni, se il problema scatenante non viene risolto o superato. Importante in questo caso è effettuare esami ematici che possano aiutare a trovare la causa e trattarla specificatamente.
    Anche in questo caso la condizione patologica è del tutto reversibile, purchè venga individuata la causa e quindi trattata.
Cause
  • Stress fisici: gravidanza, interventi chirurgici, sospensione di contraccettivi, traumi fisici, calo ponderale importante, febbre alta, etc.
  • Patologie: malattie infettive, patologie tiroidee, denutrizione, malassorbimento intestinale, etc.
  • Stress psichici: traumi che possono avere avuto delle conseguenze dal punto di vista psicologico come problemi familiari, economici, affettivi, incidenti, esami, depressione, etc.
Cura alopecia da stress

Il trattamento più efficace per curare il telogen effluvium o alopecia da stress è allontanare ed eliminare la causa scatenante. In ogni caso è necessario seguire il paziente con delle terapie locali e anche sistemiche per superare più facilmente il periodo traumatico dell’effluvio. Le terapie si basano prevalentemente su cortisonici sia topici (lozioni) che sistemici e integratori alimentari nel caso di carenze di oligoelementi attestate da esami di laboratorio specifici.

Alopecia cicatriziale

Sono delle forme comuni legate a delle cause autoimmuni, in cui la perdita di capelli è seguita dalla formazione di tessuto cicatriziale.
Altre cause di alopecia cicatriziale possono essere post-traumatiche, come incidenti stradali o ustioni.

A questa grande famiglia appartengono le seguenti sotto-categorie:

  • Lichen Plano-Pilaris
  • Follicolite Decalvante
  • Lupus Eritematoso Discoide
  • Pseudo Area di Brocq

Le alopecie cicatriziali hanno come principale caratteristica l’esito in una vera e propria cicatrice a livello del cuoio capelluto, con definitiva scomparsa dei follicoli piliferi e dei loro osti.
In questo caso la formazione della cicatrice costituisce lo stadio finale e irreversibile della patologia, dovuto alla perdita delle cellule staminali del bulbo.
Ad oggi non si è ancora a conoscenza dei meccanismi patogenetici alla base di questa patologia. Alla base vi è un processo infiammatorio, dovuto all’azione di linfociti o neutrofili che ha come bersaglio principale il follicolo pilifero. Al pull test la caduta dei capelli sarà in Fase Anagen.
Per poter curare questo tipo di Alopecia il gold standard è fare una diagnosi precoce, che solo uno specialista ed esperto nel campo della tricologia sarà capace di fare. Intervenendo in uno stadio precoce, è possibile rallentare o addirittura bloccare il decorso della patologia evitando lo stadio finale e irreversibile della cicatrice.
L’unica soluzione terapeutica nello stadio cicatriziale è il trapianto di capelli, ma va sottolineato che il successo dell’intervento è del 50% inferiore rispetto al trapianto in un cuoio capelluto sano e che la patologia deve essere stabile da almeno 2 anni.

Segni distintivi

Grazie al supporto strumentale di dermatoscopi ad alto ingrandimento è possibile identificare i segni distintivi delle alopecie cicatriziali, che sono: cute atrofica, lucente e assottigliata priva di osti follicolari con qualche singolo capello superstite.
Altro segno patognomonico è l’uscita da un unico ostio follicolare di una ciuffo di capelli nell’area cicatriziale, dovuto alla fusione infiammatoria dei follicoli piliferi.

Cause

I fattori eziologici e i meccanismi patogenetici non sono ancora ben conosciuti. Un infiltrato infiammatorio di linfociti o neutrofili a livello perifollicolare nella zona del bulge, dove sono presenti le cellule staminali, è responsabile dell’evoluzione cicatriziale

Cura alopecia cicatriziale

Una diagnosi precoce nelle fasi iniziali della patologia può permettere l’impostazione di una pronta terapia, capace di fermare la progressione dell’alopecia verso la fase cicatriziale.
Per questo l’esperienza e le conoscenze di un medico specialista nel campo della tricologia è fondamentale per riconoscere i primi segni di malattia.
L’unica soluzione terapeutica nello stadio cicatriziale è il trapianto di capelli, ma va sottolineato che il successo dell’intervento è del 50% inferiore rispetto al trapianto in un cuoio capelluto sano e che la patologia deve essere stabile da almeno 2 anni prima di poter ricorrere alla chirurgia.

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